Biografia
Mi sono avvicinato alla fotografia nel 1985 per documentare i miei viaggi in giro per l’ Europa.
In seguito ho iniziato a frequentare I circoli fotografici della mia zona e a seguire alcuni corsi, seminari e workshop tenuti da professionisti ( Roberta Valtorta, Piero Pozzi, Laura Losito, Mario Cresci, Edward Rozzo, Olivo Barbieri, Marco Frigerio, Annalisa Russo, Paola Riccardi, Joe Oppedisano ) che mi hanno trasmesso le loro conoscenze e la passione per la fotografia: la magia del bianco e nero, le regole della composizione, la tecnica dell’inquadratura, il fascino del grande formato, il saper raccontare per immagini la storia dei grandi fotografi…, o almeno ci provo.
Mi dedico principalmente alla fotografia di concerti e rappresentazioni teatrali, oltre che al paesaggio e architettura sempre utilizzando obiettivi per la correzione della prospettiva che ritengo indispensabili, sia in digitale che in pellicola.
Milano: la città silente
Milano si distende come un mosaico di geometrie e luci, immersa in un silenzio irreale. Le strade vuote si allungano in prospettive infinite, come se la città fosse diventata un’enorme tela metafisica. I tram si stagliano immobili ai margini dei binari, i loro colori sbiaditi dal tempo, mentre le ombre degli edifici si allungano lente, quasi a voler abbracciare la calma di questo momento sospeso.
Il Duomo, maestoso e solitario, emerge come un monumento senza testimoni, le sue guglie puntano al cielo grigio, confondendosi con le nuvole basse. Le piazze, normalmente animate da voci e passi, sono ora spazi deserti, dove il vento gioca a rincorrere foglie secche. I portici di Galleria Vittorio Emanuele II custodiscono il vuoto, un vuoto che amplifica il suono distante di una fontana.
Il Naviglio, senza barche né riflessi umani, scorre lento, come un nastro di seta che attraversa la città dormiente. Le luci dei lampioni si specchiano nell’acqua, creando onde luminose che sembrano pulsare al ritmo di un cuore invisibile. I quartieri, dal centro alla periferia, appaiono come quinte teatrali pronte per una rappresentazione che non inizia mai.
In questa Milano senza persone, ogni dettaglio sembra carico di un significato nascosto. Una finestra socchiusa, una bicicletta abbandonata, una panchina vuota: tutto racconta storie che non verranno mai ascoltate. La città vive un’esistenza sospesa, dove il tempo sembra essersi fermato per contemplare se stesso.
Milano silente è un enigma, un sogno urbano dove la presenza umana è solo un ricordo. Eppure, in questo silenzio quasi metafisico, la città respira, come se attendesse, immobile e paziente, il ritorno della vita.